rurability
Nel nuovo millennio le società evolvono nella direzione di non chiedere più soltanto servizi ma di rivendicare la necessità e l’urgenza di modelli di vita ambientalmente più sani e sostenibili.
Le rivendicazioni verso un’alimentazione più sana, le campagne ecologiche di recupero dell’ambiente e delle produzioni di piccola scala, portano ad un movimento di recupero e valorizzazione della cultura e della società locale e alla riorganizzazione delle politiche di sussidio agricolo volte alla produzione di alimenti, ma anche di paesaggio. I cittadini chiedono interventi pubblici più efficaci in difesa dei beni comuni e nuovi servizi relativi all’ambiente, al paesaggio e alla qualità della vita.
La diversità, intesa in termini di agrobiodiversità, di paesaggio e di patrimonio storico, ma anche come opposizione all’omologazione dei modi di vita e di consumo, diventa elemento fondamentale della rinascita della ruralità.
Emerge un nuovo concetto di rurale che si inserisce nel discorso più ampio dello sviluppo locale basato sulla valorizzazione delle risorse endogene e delle specificità territoriali, che punta alla conservazione della complessità ambientale, economica, sociale, e dell’equilibrio tra i luoghi.
All’interno di una logica ambientale, nella quale uomo e ambiente partecipano in maniera integrata allo stesso processo evolutivo, l’opposizione tra città, campagna o aree urbane e periferiche si dissolve, i due termini si fondono e si integrano nel concetto più ampio di "territorio" o di bioregione, in cui ambiente naturale e costruito acquistano l’unitarietà di un sistema capace di autoregolazione, in cui lo sviluppo rurale non è possibile senza quello urbano e viceversa.
simtur promuove un nuovo Rinascimento rurale, che non scaturisce da modelli produttivisti del Novecento quanto piuttosto dalla costituzione di nuove forme ecosociali, verso un rurale caratterizzato dalla dimensione territoriale e non più settoriale: è un mondo rurale in cui l’agricoltore è soltanto uno degli attori, ma è il protagonista che contribuisce a dare la sua impronta al paesaggio rurale di cui tutti beneficiano, offrendo alla popolazione cittadina altri servizi come quelli del turismo, del benessere, dello svago, dell’intrattenimento, dell’artigianato, del contatto con la natura e di una sana economia delle relazioni.
La valorizzazione del rurale passa da una visione che lo identificava come spazio di produzione di beni materiali ad una che lo riconosce come fonte di beni simbolici in grado di alimentare e risignificare una nuova domanda economica e sociale.
La natura, da questo punto di vista, diventa la base su cui si fonda la nuova nozione di rurale che permea la visione di lungo periodo promossa dal Patto rurale europeo,.
Ed è propriamente in questo contesto di grande trasformazione degli scambi tra mondo rurale e mondo urbano – di fronte ad una crescente spinta di reinterpretare l’integrazione sociale ed economica tra le persone e tra i contesti territoriali ampi e plurali del Bel Paese – che ai avverte l’urgenza di una ridefinizione del rapporto città/campagna, che simtur, interpreta e propone come nuovo patto città/campagna., fondato sul manifesto di valori bioslow e sull'appello per il turismo rurale