piccole patrie
Da una profezia di Adriano Olivetti alla competitività delle destinazioni
Dalla visione di Olivetti alle «piccole patrie» di simtur, passando per gli «smart villages»
Adriano Olivetti, imprenditore e politico del secondo dopoguerra, ha immaginato la fabbrica non solo come un luogo di profitto, ma come un cuore pulsante della comunità, capace di generare cultura e servizi e di realizzare un'autentica e concreta solidarietà, ponendosi come base per una nuova idea di Stato.
Una visione che lo ha portato a definire le «piccole patrie» come «una rete di piccole, governabili molecole territoriali che convergono gradualmente in una nuova forma organizzativa del Paese».
Per Olivetti, ogni «piccola patria» doveva essere «concreta, visibile, tangibile, né troppo grande, né troppo piccola, territorialmente definita, dotata di vasti poteri» per garantire coordinamento, efficienza e rispetto della personalità umana, della cultura e dell'arte.
Il concetto di «piccole patrie» trova le sue radici filosofiche nel «radicamento ontologico» di Martin Heidegger, che lega l'uomo alla sua «Terra madre» (Heimat), e nella "shire" tolkeniana, che rappresenta un microcosmo in armonia con la natura e la semplicità, in opposizione a un mondo industriale e inglobante. Si ricollega anche al «mondo piccolo» di Giovannino Guareschi: una realtà umana fondata sulla comunità e sulle antiche tradizioni.
A quasi 70 anni dalla sua formulazione, la visione di Olivetti, seppur in gran parte inattuata, è stata raccolta e sostenuta da simtur, che l'ha interpretata alla luce della propria missione di offrire centralità a tutte le persone in movimento.
simtur interpreta e propone una ridefinizione del rapporto città/campagna e un «Rinascimento rurale», riconoscendo che le molteplici identità dei territori italiani sono una risorsa fondamentale.
Il programma nazionale «piccole patrie» - considerato «di elevata valenza turistica» da ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo – mira a ridisegnare le geografie turistiche del Bel Paese attraverso la creazione di destinazioni turistiche identitarie, comunitarie, omogenee, integrate, inclusive e sostenibili.
simtur promuove il turismo nelle aree rurali e nei borghi come il terzo pilastro del turismo italiano, affiancandosi ai segmenti più maturi del balneare e delle città d'arte: questo approccio si basa sulla valorizzazione del "sentimento di appartenenza" che diventa il più efficace e longevo dei brand territoriali.. In questo senso, le «piccole patrie» non sono destinazioni identificate da parametri tradizionali come la spesa turistica o il numero di strutture ricettive, ma piuttosto da un forte senso di appartenenza a geografie di prossimità.
I criteri per identificarle includono:
- una forte identità locale e il sentimento di appartenenza
- la presenza di un paesaggio, un patrimonio immateriale o un sito riconosciuto dall'Unesco, o di denominazioni di origine protetta (DOC, DOP, IGT, IGP)
- la notorietà sul mercato turistico
- la presenza di almeno un'"esperienza di comunità" traducibile in proposta turistica
- la presenza di un "tutor" sul territorio, una figura fiduciaria che valorizzi le potenzialità locali e tessitura percorsi di accoglienza e ospitalità.
Il programma «piccole patrie» si allinea con l'iniziativa della Commissione Europea "Azione preparatoria sulle zone rurali intelligenti nel XXI secolo" (Smart Villages). I «villaggi intelligenti» sono definiti come comunità rurali che sviluppano soluzioni per affrontare le sfide locali, sfruttando i propri punti di forza e opportunità attraverso un approccio partecipativo per migliorare le condizioni economiche, sociali e ambientali, anche tramite l'innovazione e le tecnologie digitali.
Le «piccole patrie» si ispirano al documento «Smart Villages» e aderiscono alla Community del Patto rurale europeo, orientando le proprie traiettorie all'azione preparatoria sulle zone rurali intelligenti nel XXI secolo.
Aderendo al Patto europeo per le aree rurali, le «piccole patrie» aspirano a diventare:
- territori attraenti e armoniosi che contribuiscono alle sfide globali
- modelli di governance multilivello basati sul luogo, con strategie integrate e approcci collaborativi
- fornitori di sicurezza alimentare e opportunità economiche, beni e servizi, materiali ecocompatibili e energie rinnovabili basati sulla comunità
- xomunità dinamiche incentrate sul benessere, l'equità, la prosperità e la qualità della vita
- società inclusive e solidali, aperte ai nuovi arrivati e promotrici di pari opportunità
- fonti naturali fiorenti che contribuiscono al Green Deal
- spazi di innovazione con pari accesso alle tecnologie digitali
- tessuti d'impresa innovativi e qualificati per il progresso tecnologico, ecologico e sociale
- luoghi vivaci con servizi pubblici e privati efficienti, accessibili e convenienti
- luoghi della diversità che valorizzano risorse, talenti e potenzialità uniche.
Il "metodo piccole patrie" si articola in fasi specifiche, tra cui Assemblee di cittadini, la costituzione di Comunità del cibo e della biodiversità, la mappatura digitale delle "esperienze di comunità" e lo sviluppo di una "filiera corta dell'accoglienza" attraverso il travel design.
Quest'ultima attività, mira a integrare i servizi degli operatori turistici locali per creare un prodotto turistico unitario e coerente, valorizzando l'identità e il senso di appartenenza.
In sintesi, il programma «piccole patrie» rappresenta una modalità concreta di recuperare e valorizzare le aree interne e rurali d'Italia, trasformandole in destinazioni turistiche sostenibili e inclusive, in linea con le moderne sensibilità ecologiche e digitali, e fedeli all'idea olivettiana di comunità prospera e autentica.

Come aderire al programma
Aderire al programma è semplice e gratuito: è sufficiente sottoscrivere un memorandum of understanding attraverao la formula della convenzione non onerosa.
Possono attivarsi nel programma i Comuni e gli altri enti territoriali - in particolare GAL, comunità montane e aree protette - come anche reti di imprese e agenzie di sviluppo, sottoscrivendo il «manifesto delle piccole patrie» attraverso delibera di Giunta o sottoscrizione del legale rappresentante.
L'adesione non comporta oneri ma impegni concreti.
piccole patrie
Tutte le indagini lo dimostrano: l’Italia continua a rimanere la meta di viaggio più amata nel mondo. Certamente i fattori di attrattività non mancano, in ragione dei grandi patrimoni culturali, monumentali, naturalistici, paesaggistici ed enogastronomici, ma spesso sembriamo dimenticare la vera motivazione che conferma la presenza del Bel Paese nel cuore dei cittadini di ogni parte del pianeta: lo stile di vita italiano, in tutte le sue espressioni. L’incredibile varietà di riti, costumi, usanze, dialetti, ricette, devozioni, attitudini e abitudini che appaiono resistere ai tempi e alla frenesia della modernità. Per non parlare della moda, del design, del gusto, della creatività, della fantasia, della flessibilità, della capacità di adattamento, dell’intelligenza emotiva, del senso critico e della capacità di far fronte ai problemi.
Forse non sempre ce ne rendiamo conto, ma noi italiani possediamo “naturalmente” una gran parte delle “soft skills” oggi estremamente celebrate e ricercate nel mondo delle imprese e delle organizzazioni. Abbiamo nel DNA, ereditate dalla storia, uno straordinario insieme di conoscenze, capacità, abilità e competenze che oggi rappresentano il vero valore aggiunto che ogni individuo sogna di imparare ad esprimere nel proprio contesto. Sommate peraltro ad una complessiva immagine di piacevolezza, di benessere e di qualità.
L'Italia intera è un piccolo lembo di terra, cerniera tra l’Europa e il Mediterraneo, su cui si è accumulata nei secoli una straordinaria varietà di storie umane che hanno lasciato tracce indelebili, numerose e diverse. Storie divenute paesaggi, tradizioni, culture e opere d’arte, ma soprattutto esperienze di comunità che si sono realizzate nelle piazze e nei cortili, trasformandosi in città, paesi, borghi e villaggi. È da questo tessuto che occorre ripartire, puntando sulla capacità di “sentirsi comunità”, per sviluppare la capacità di condividere storie, esperienze, risorse e conoscenze, senza confini e senza barriere.

