percorsi di democrazia partecipativa
professionisti al servizio di città, territori e destinazioni
L'approccio simtur nella promozione della partecipazione e della governance multilivello si configura come un sistema integrato e dinamico, in cui la dimensione politica del processo partecipativo assume centralità e complessità metodologica.
Introdotte nel 2020 con il programma «piccole patrie», le azioni si articolano come un percorso strutturato di coinvolgimento attivo degli attori territoriali, concepito non solo come mera consultazione, ma come un esercizio dialettico e di confronto che accompagna le fasi di discussione, informazione, deliberazione, pianificazione e distribuzione responsabile delle funzioni.La partecipazione, nella visione di simtur, non è un evento isolato o meramente strumentale, bensì un processo politico fondativo, che richiede strumenti e approcci rigorosi per configurarsi come un luogo di produzione condivisa di scelte strategiche e visioni territoriali.
In tale ottica, l’adozione di tecniche di nudging sostiene il superamento delle barriere cognitive e comportamentali, facilitando l’accesso e la comprensione delle informazioni critiche necessarie per una presa di decisione consapevole e inclusiva.

Informazione, consapevolezza, accessibilità al cambiamento, spinta gentile

quadro teorico
Assistenza tecnica per processi partecipativi
Il quadro teorico sotteso all'offerta di assistenza tecnica di simtur si radica nella sociologia dei consumi contemporanea, la quale interpreta la partecipazione come condizione imprescindibile per accompagnare la transizione ecologica e il mutamento dei modelli di sviluppo.
simtur opera secondo una matrice che fissa alla base del processo partecipativo 3 elementi imprescindibili e interdipendenti:
Informazione: veicolo essenziale che alimenta la pluralità delle opzioni di scelta, garantendo un flusso trasparente e calibrato di dati, conoscenze e scenari territoriali. Attraverso strumenti digitali avanzati e metodologie partecipative, simtur rende accessibile un patrimonio informativo contestualizzato e scientificamente fondato.
Consapevolezza: dimensione psicosociale che stimola l’acquisizione di una comprensione profonda delle implicazioni delle scelte, rafforzando l’identità collettiva e la motivazione condivisa verso obiettivi di rigenerazione territoriale. In questa fase, le pratiche di dialogo facilitato e confronto strutturato generano percorsi di apprendimento mutuo e auto-riflessione.
Accessibilità al cambiamento: condizione imprescindibile per tradurre consapevolezza e volontà in azioni concrete e sostenibili, superando barriere materiali, culturali e organizzative.
simtur promuove la codifica di strumenti operativi, regolatori e di governance multilivello che supportano questa trasformazione, integrando stakeholder pubblici, privati e comunitari in una rete di stewardship condivisa.
stewardship
Partecipare per condividere le scelte e affrontare le complessità
La stewardship, intesa come modalità di accompagnamento tecnico-politico nel governo delle trasformazioni territoriali, costituisce l’ossatura dell’offerta di simtur in questo ambito.
Essa si declina in pratiche di facilitazione, consulenza evoluta e co-progettazione sistemica, veicolando l’expertise multidisciplinare necessaria per attivare processi partecipativi in grado di rispondere alle sfide complesse del turismo rigenerativo e dello sviluppo sostenibile.


Qualità della partecipazione pubblica
Assistenza tecnica per processi partecipativi
simtur ha partecipato al tavolo di lavoro “Qualità della partecipazione pubblica” dell’Hub attivato sulla piattaforma ParteciPA come spazio virtuale di confronto per raccogliere liberamente riflessioni e contributi sui 10 princìpi di qualità della Carta della Partecipazione, promossa da INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), AIP2 (Associazione Italiana per la Partecipazione) e IAF Italia (Associazione Nazionale Facilitatori).
Il confronto ha consentito di raccogliere 62 proposte e commenti: quelli riferibili ai 10 princìpi della Carta sono stati esaminati dai “Custodi dei 10 Princìpi” e utilizzati come base di riflessione per i webinar della fase di co-creazione; quelli più generali saranno utilizzati per aggiornare la Premessa della Carta e per ideare strategie mirate a promuoverne la conoscenza.
Dialogo multilivello e partecipazione
Come menzionato nella Carta della partecipazione, il processo di partecipazione deve essere sotteso da una filosofia che enfatizzi principi condivisi, come l’equità, la fiducia, l’informazione, l’inclusione, la cooperazione.
La revisione della letteratura e dei casi - che si sono moltiplicati in occasione del PNRR - hanno consentito di individuare una serie di principi generali da adottare per avviare un concreto processo di partecipazione e di dialogo multilivello.
1. Creare le condizioni affinché l’ascolto, a tutti i livelli, avvenga realmente
Relativamente al processo partecipativo, le tempistiche devono essere sufficientemente ampie per permettere un’analisi approfondita dei temi e gli obiettivi devono essere comunicati in modo chiaro e tempestivo. Solo così i diversi attori possono contribuire alla conversazione in maniera costruttiva, incanalando i propri fabbisogni e condividendo i diversi punti di partenza.
Occorre altresì rintracciare i fondi a disposizione e fare scouting delle competenze, sia di “metodo” (design del processo e facilitazione terza/neutrale) che “di contenuto” (esperti che accompagnano il percorso nel merito) e attivare le sinergie all’interno della PA che - in più ambiti ed a più livelli - si impegni nel processo di open government.
2. Promuovere l’attore pubblico nel ruolo di guida nel processo decisionale partecipato
L’aggregazione di interessi e bisogni non può essere lasciata a dinamiche spontanee perché si rischia che vadano nella direzione degli attori con più risorse. Per questo motivo, il decisore pubblico ha il compito di dare la visione più ampia, sulla scorta delle conoscenze tecniche e facendosi garante degli interessi della collettività e sventando i tentativi di intrusione di massicci interessi di parte.
In generale il processo partecipativo deve essere pianificato e strutturato se lo si vuole rendere efficace e di qualità.
Occorre quindi definire i ruoli degli attori che lo guidano e lo promuovono a cominciare da un garante politico, una regia tecnica interna alla pubblica amministrazione, e un soggetto terzo competente che cura la facilitazione, occupandosi di compiere un'attenta mappatura e analisi, con metodologie specifiche degli stakeholder che devono essere coinvolti.
Occorre definire obiettivi, risultati attesi, fasi di lavoro e contenuti (ad esempio analisi del contesto, analisi strategica, analisi dei fabbisogni, costruzione della visione, definizione di obiettivi e azioni), metodologie e tempi del percorso, strumenti di informazione e comunicazione, ecc.
3. Stimolare il ruolo degli esperti nel processo partecipativo
Il coinvolgimento degli esperti è fondamentale: queste azioni hanno bisogno di competenze multidisciplinari e specializzate, perché è l’abilità di chi media a garantire le conoscenze necessarie e l'innovazione.
4. Associazioni, organizzazioni e sindacati devono avere tavoli di confronto e contrattazione a livello sia locale che nazionale
Tali realtà hanno un ruolo fondamentale di mediatore: attraverso un processo democratico possono parlare a livello locale di progetti legati a temi generali di interesse collettivo come salute, economia e occupazione dello specifico territorio.
A livello nazionale devono avere lo spazio per riportare queste istanze all’interno dei progetti. In questo senso, la pubblica amministrazione ha comunque un ruolo fondamentale nell’attivare il processo partecipativo nei suoi diversi livelli e coinvolgere tutti gli attori.
5. Accompagnare enti locali, comuni e regioni nel ruolo di recettori delle istanze del territorio
Se gli enti locali non vengono accompagnati nel processo di costruzione e attuazione delle politiche pubbliche attraverso un rafforzamento della struttura e delle competenze, anche il percorso di ascolto sarà poco efficace, perché si ricorrerà ad una standardizzazione dei fabbisogni.
Coadiuvare le amministrazioni così che possano sviluppare idee concrete e fornire supporto nell’utilizzo di strumenti coerenti fra di loro, come i fondi pubblici o fornire l’accesso ai dati che permettano una adeguata conoscenza del territorio che abilitino scelte informate che lo riguardano.
I fondi sono spesso disallineati temporalmente, rispetto agli obiettivi, e normalmente fanno capo a meccanismi diversi che non necessariamente rispondono alle necessità di un territorio o di una comunità: l’accesso ai dati e agli strumenti di analisi consente di restituire ai decisori una fotografia della realtà appropriata e - quindi - di compiere scelte più consapevoli nel percorso di costruzione delle politiche.
A questo impianto di valori si aggiungono gli elementi trasversali alla partecipazione e al dialogo multilivello: un percorso può dirsi "partecipato" a condizione che il coinvolgimento e il dialogo siano parte formalizzata e codificata delle politiche e dei piani, dalla costruzione della visione, dagli obiettivi al monitoraggio, dalla costruzione di indicatori di risultato alle valutazioni finali.
Nel metodo simtur, i processi partecipativi si devono inserire in un sistema di governance dinamica, che consenta al dialogo multilivello di essere funzionale alla valutazione ex ante ed ex post delle politiche e alla loro eventuale riformulazione.
Da questo punto di vista, risultano preziosissime le tecniche di nudging.