Quadri di natura e di operosità
Verso un possibile Rinascimento rurale
Fermare il consumo di suolo e tutelare il paesaggio
Negli ultimi 50 anni, il suolo consumato è passato dal 2,7% al 7,65%: l'euforia dell'asfalto e del cemento ha piallato 23.000 km² di territorio: una superficie pari all’Emilia Romagna.
Numeri impressionanti, in un Paese come l'Italia dove sono presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700 mila capannoni dismessi, 500 mila negozi definitivamente chiusi, 55 mila immobili confiscati alle mafie. Eppure si continua a costruire.
Altri dati dicono che l’82% dei Comuni italiani è esposto al rischio idrogeologico: i cittadini che abitano o lavorano in queste zone - ad elevato rischio di frane e alluvioni - si aggirano intorno agli 8 milioni e mezzo.
simtur si adopera per proteggere il territorio e i cittadini che ci vivono: è necessario difendere il patrimonio rurale e garantire la disponibilità di terra fertile con adeguati riconoscimenti del ruolo delle attività agricole.


Il valore dei paesaggi rurali
Il turismo come leva di valore per l'entroterra
Il concetto di paesaggio si è evoluto da risultato dell’integrazione nello spazio e nel tempo di fattori economici, sociali e ambientali a «risorsa complessa», di cui gli agricoltori sono i principali artefici ma che appartiene a tutto il Paese e, nel contempo, a ciascuna comunità locale.
Con l'istituzione dell'Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, è stato istituito il "Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico" presso il Ministero per le Politiche Agricole. Non una mera opera di catalogazione a fini conservativi - da risolvere con l'apposizione di nuovi vincoli destinati a rimanere inefficaci rispetto agli interessi in gioco – ma un’azione integrata che intende coinvolgere la cittadinanze e le forze produttive, assieme gli apparati di tutela.
Il ruolo crescente del turismo rurale, insieme ad una rinnovata sensibilità per la qualità della vita abbinata all’entroterra, attraverso il paesaggio è possibile ritessere i legami con la terra, sfaldati dalla modernità, sia nelle comunità locali che nei visitatori.
Ed è questa la sfida di simtur: dimostrare come la necessità di conservazione non si contrapponga allo sviluppo ma costituisca piuttosto uno dei nuovi volti dell’innovazione, favorendo un arricchimento continuo del patrimonio di valori lentamente sedimentati nel passato, per cui, simmetricamente, ogni processo di conservazione produce nuovo valore.
Salviamo il Paesaggio
simtur è stato tra i fondatori del movimento "Stop al consumo di suolo" e, conseguentemente, nel 2011 a Roma e Cassinetta di Lugugnano (MI), tra i promotori del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e della campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio".
Rimane un riferimento importante la lettera aperta che nel 2012 il presidente simtur Federico Massimo Ceschin e il presidente Slow Food Roberto Burdese inviarono al Ministero dei Beni culturali per rivolgere un appello ad inasprire le pene contro tombaroli, ricettatori e trafficanti d’arte rubata, dal quale è scaturita l'introduzione di nuove fattispecie dei reati di distruzione, danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici.
Con un percorso durato 10 anni, la Legge 9 marzo 2022 n. 22 ha finalmente previsto la reclusione fino a 16 anni per chi devasta e saccheggia musei, archivi, aree archeologiche e monumenti, ma anche beni paesaggistici. E anche pene più severe per chi ruba o possiede illegalmente un bene d'arte, per i trafficanti, per i tombaroli di terra e di mare.
Da allora, l'impegno di simtur contro la devastazione del paesaggio e contro qualsiasi depauperamento del patrimonio è diventato un imperativo non derogabile per tutti gli associati.

Un nuovo impegno concreto
Campagna nazionale per l’acquisizione al patrimonio comunale dei beni di proprietà privata in stato di abbandono
Salviamo il Paesaggio ha avviato una campagna nazionale per suggerire a tutte le amministrazioni comunali italiane la possibilità di utilizzare uno strumento normativo in grado di fronteggiare il fenomeno degli immobili abbandonati nel proprio territorio e - allo stesso tempo - incidere su una situazione che vede quasi un terzo degli edifici esistenti in Italia in condizione di inutilizzo o degrado.
Tale strumento si compone di un Regolamento comunale basato su una corretta applicazione dell’articolo 42 della Costituzione relativo alla “funzione sociale” che la proprietà privata deve assicurare alla collettività.
Il Forum nazionale ha trasmesso a tutte le amministrazioni comunali un sintetico Vademecum, disponibile qui.
Per maggiori informazioni, entra in contatto o, se preferisci, rivolgiti direttamente al competentissimo amico Alessandro Mortarino (333.7053420).
