paradigma di sostenibilità
Il concetto di ecogastronomia
Locale, stagionale, a filiera corta: il cibo crea valore
Il cibo e l’alimentazione, all’interno dell’identità sociale, sono senza dubbio un potente elemento di appartenenza ad una comunità, poiché ogni abitudine alimentare scaturisce dalla memoria storica locale, tramandata di generazione in generazione: il cibo racconta meglio di ogni altro elemento la storia di un territorio, delle persone che l’hanno prodotto e delle tradizioni che gli appartengono. Attorno ad esso nasce una comunità legata profondamente da un gusto condiviso e da rituali comuni, in cui le specialità enogastronomiche regionali finiscono per influenzare ed educare l’intero agire e lo stile di vita delle famiglie e degli individui.
Non può stupire dunque se il settore del turismo guarda con estrema attenzione al mondo del food, in particolare quando in presenza di produzioni locali, stagionali e tradizionali. Non solo per questioni di posizionamento delle destinazioni quanto perché la catena del valore del cibo coinvolge tutti i settori dell’economia: primario per la produzione delle materie prime (agricoltura, allevamento e pesca); secondario, che trasforma; terziario per la distribuzione e la ristorazione. Per questo motivo, sostenere il cibo locale - a filiera corta - è forse la leva più efficace a disposizione dell'economia turistica per aumentare diffusione, indotto e partecipazione nella comunità, offrendo nel contempo ai visitatori un'esperienza autentica.


Dalla terra alla tavola
Parliamo di ecogastronomia
Si chiama ecogastronomia la ristorazione che consente di riscoprire il piacere di gustare i frutti di un'agricoltura di qualità, sostenibile e socialmente equa. In altre parole, l'amore per il cibo è il modo più personale e più concreto di essere ambientalisti.
Fin dalla sua costituzione, simtur si è impegnata nell'affermazione della visione espressa nel manifesto di valori bioslow: «Il cibo è salute, benessere, piacere, convivialità, cultura, econo- mia, ecologia, driver di innovazione ed equità sociale. Il cibo è vita».
bioslow è un patto tra coloro che ritengono prioritario e improrogabile un impegno a favore di una strategia di tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio materiale e immateriale di agrobiodiversità che riconosce nelle comunità locali il luogo e il contesto umano e culturale sinonimo del buon vivere, delle tradizioni, del saper fare creativo, della dimensione sociale armoniosa e dal paesaggio in equilibrio tra tessuti urbani e ambienti rurali.
È dunque un patto a favore della bellezza e della felicità, che sostiene un nuovo Rinascimento rurale.