Buon vivere e ben-essere

Operare per un benessere integrato

Un approccio olistico per cogliere tutte le dimensioni

Benessere e felicità pubblica

Dalla seconda guerra mondiale a oggi, il Prodotto Interno Lordo (Pil) ha dominato la misurazione del progresso nazionale, ma la sua rilevanza come indicatore del benessere collettivo è stata ampiamente criticata per la sua ridotta capacità di cogliere le dimensioni più profonde della qualità della vita e della sostenibilità. Oggi, grazie all’evoluzione del pensiero sistemico e del turismo rigenerativo, la misura del benessere prende forma in approcci integrati, multidimensionali e partecipativi, fondati su una pluralità di parametri, indicatori e metriche che riflettono le realtà complesse di territori, comunità e persone.

Le critiche al PIL e la nascita della multidimensionalità

Il celebre discorso di Robert Kennedy (1968) ha posto la pietra miliare nel riconoscere i limiti del Pil, evidenziandone l’incapacità di misurare ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta, come la qualità ambientale, la salute sociale e culturale, e la felicità pubblica. Da allora, la comunità internazionale ha progressivamente ampliato il concetto di benessere, spostando l’attenzione da parametri esclusivamente economici a un’analisi olistica, capace di includere salute, istruzione, equità, ambiente e qualità sociale.

verso un nuovo set di indicatori

Indicatori fondamentali e strumenti internazionali

Indice di Sviluppo Umano (ISU): introdotto nel 1990 dall’ONU e basato su salute (aspettativa di vita), conoscenza (anni di istruzione) e reddito (Reddito Nazionale Lordo pro capite, corretto per potere d’acquisto), ha segnato una prima svolta verso la multidimensionalità.

Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi (2008): ha promosso una ridefinizione internazionale degli indicatori economici, ponendo al centro la sostenibilità e la qualità della vita, ponendo le basi per strumenti come l’OCSE Better Life Index.

Better Life Index (BLI): una piattaforma interattiva OCSE che misura 11 dimensioni del benessere, dal lavoro alla comunità, dall’ambiente all'equilibrio vita-lavoro, con personalizzazione da parte degli utenti per riflettere priorità culturali e individuali.

Indice di Progresso Sociale (SPI): messo a punto dalla Social Progress Imperative, misura il benessere sociale e ambientale attraverso oltre 50 indicatori, escludendo però il Pil, accentuando le discrepanze tra crescita economica e benessere effettivo.

Gross National Happiness (GNH): prassi del Bhutan che cerca un equilibrio tra sviluppo economico, sostenibilità ambientale, benessere sociale-culturale e governance, basandosi su indicatori oggettivi e soggettivi.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, 2015): 17 obiettivi e 169 target delle Nazioni Unite che integrano sfide ambientali, sociali ed economiche, fornendo una cornice strutturata per valutare il benessere globale e territoriale.

verso un modello simtur

L’attualità: un benessere complesso e integrato

Oggi la misurazione del benessere riflette in modo più esaustivo le diverse dimensioni in cui si articola:

Dimensioni multiple: salute fisica e mentale, educazione, ambiente, equità sociale, relazioni, tempo libero, sicurezza, resilienza.

Metodologie integrate: combina dati oggettivi (statistiche ufficiali) e soggettivi (sociologie, percezioni, sondaggi), con un approccio partecipativo che include i cittadini nella definizione delle priorità.

Tecnologie avanzate: big data, intelligenza artificiale, dati satellitari, social media analytics per monitorare in tempo reale aspetti ambientali, sociali e culturali.

Focus disuguaglianze: utilizzo di indici come coefficiente di Gini e Multidimensional Poverty Index (MPI) per evidenziare le differenze di benessere dentro e tra comunità, essenziali per la giustizia sociale.

Rafforzamento della consapevolezza politica e sociale: nonostante i progressi tecnologici, permangono sfide significative nell’integrazione delle misure nel processo decisionale e nella consapevolezza pubblica che promuova un cambiamento culturale profondo.

Implicazioni per il turismo rigenerativo e la missione di simtur

Il turismo rigenerativo impone una lettura sistemica che deriva da questa nuova visione del benessere.

simtur, con la sua missione di supportare le destinazioni italiane nella progettazione di strategie di economia dei visitatori, adottare indicatori multidimensionali che riflettano l’impatto sociale, ambientale ed economico di ogni azioni realizzata per lo sviluppo dell'economia locale, sia nei contesti urbani che nelle zone rurali.

La misurazione del benessere collettivo nelle destinazioni deve includere indicatori specifici su qualità ambientale, esperienze di comunità, inclusività e distribuzione del valore, andando oltre i tradizionali parametri economici.

È cruciale integrare approcci partecipativi che coinvolgano residenti, operatori e visitatori nella definizione e nell’uso degli indicatori, alimentando così un ciclo virtuoso di governance condivisa e responsabilità collettiva.