pensiero sistemico

I problemi non sono questioni da risolvere,
ma parti da rigenerare

professionisti al servizio di città, territori e destinazioni

essere (o diventare) classe dirigente

Manager e dirigenti pubblici di tutto il mondo sono chiamati costantemente a destreggiarsi tra complessità e incertezza, trovando soluzioni a urgenti problemi sociali: è ormai impossibile assumere una decisione politica – o definire un indirizzo strategico, o pianificare il territorio, o anche soltanto progettare un servizio efficace – senza considerare molteplici dimensioni, processi, procedure, stakeholder, quadri normativi e... l'elenco potrebbe continuare all'infinito.

Il pensiero sistemico implica l'esame delle interazioni tra le diverse parti di un sistema per migliorarne performance e risultati. Solo dopo aver analizzato e compreso queste interazioni, è possibile modificarle per migliorare l'efficacia dei programmi. Ad esempio, affrontare la governance di un sistema molto complesso come il governo del turismo in un territorio ormai richiede che un insieme di soggetti e dipartimenti diversi - pubblici e privati - lavorino contemporaneamente sulle leve organizzative, affrontandole da angolazioni diverse.

Si rende dunque necessario allargare lo sguardo e individuare i punti nei quali le diverse interazioni potrebbero essere potenziate per rafforzare il sistema nel suo complesso, garantendo un progresso sostenibile e un utilizzo efficiente delle risorse.

affrontare l'era della complessità

ampliare le prospettive

Non è mai facile cambiare prospettiva, nemmeno per gli individui. Il cervello umano è predisposto per giungere a conclusioni lineari, ovvero si industria per comprendere come dal punto A si possa arrivare al punto B, poi da B a C, in una successione logica di cause che generano determinati effetti. La realtà non è così: ogni scelta può influenzare molteplici dimensioni con diversi effetti, che a loro volta possono diventare ulteriore causa di ulteriori effetti.
Già Aristotele (IV secolo a.C.) affermava che “L’intero è qualcosa di più delle parti”.

L'era della complessità
Negli ultimi decenni si è dovuto assumere che praticamente ogni oggetto e ogni fenomeno è pensabile e descrivibile come un sistema, ovvero è scomponibile in parti tra loro in relazione (spesso in "relazione reciproca", cioè in interrelazione). Il turismo, che è un fenomeno economico complesso per definizione, è un sistema fatto di sistemi, collegati ad altri sistemi in ambienti/contesti/sistemi maggiori. Ogni parte del sistema è al contempo aperta e chiusa, peraltro rivolta ai residenti, agli altri sistemi presenti all'interno della catena del valore e - non certo da ultimo - ai visitatori: non è una monade ma è molteplice al suo interno come nelle relazioni che ha al suo esterno. 

cross-disciplinarietà

un centro di competenze che guarda al "futuro prossimo"

Un ulteriore elemento di complessità è dato dall'evoluzione sempre più rapida dell'umana conoscenza, che si è evoluta per discipline e infinite sotto-discipline che hanno dato vita a un universo di specializzazioni nel tentativo di ridurre la dimensione e l’ampiezza di visioni, oggetti di ricerca e fenomeni.

Tale processo volto a separare e ridurre si dimostra certamente utile e funzionale, ma parallelamente riporta l'esigenza di riconnettere gli elementi e di ampliare lo sguardo, per generare una visione olistica e integrata della realtà. Per questo motivo sono nati approcci multi/intra/inter/disciplinari.

In un mondo definitivamente entrato nell’era complessa, l'opinione pubblica, la cultura diffusa e la mentalità ancora no. Il turismo è di per sé una "scuola di complessità", in ragione della sua dimensione - locale e insieme globali - della naturale intersettorialità, della infinita pluralità di interconnessioni e relazioni.
Per rispondere all'insieme di queste sfide, il
centro di competenze stcc ha dato vita ad un team cross-disciplinare fondato sul pensiero sistemico, che svolge attività di studio e ricerca applicata che pone al servizio di comunità, territori e destinazioni.