Quando la sostenibilità è un'attitudine
scopri il modello simtur / Italia Circolare
Una nuova agenda per il Pianeta: naturalmente circolare
Da tempo l'agenda planetaria ha sollevato la necessità di individuare nuovi set di indicatori ambientali, sociodemografici ed economici per modificare le traiettorie dello sviluppo e allontanarsi dall'euforia consumista di massa del Novecento.
Più ancora, ha reso evidente l’urgenza di modificare le nostre abitudini di produzione, di trasporto, di distribuzione e di consumo che già alcuni documenti avevano già giudicato “insostenibili”, quando non allarmanti: riferimenti straordinari rimangono - dopo 10 anni dalla loro redazione - l’Enciclica “Laudato Si’” e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, significativamente pubblicate a pochi mesi di distanza.
In questi anni, il trasporto delle merci e delle persone - compreso il turismo - è stato uno dei punti focali più discussi nei media a causa del suo legame diretto con l’impiego di energie ricavate dal carbone e dal petrolio, con pesante impatto sui cambiamenti climatici.


Economia circolare
Crescita sì, ma non illimitata
Paesi, regioni, città e aree rurali di tutto il mondo hanno iniziato ad intervenire per rigenerare spazi pubblici e ridisegnare traiettorie per consentire maggiore benessere alle persone e prosperità ai sistemi produttivi.
In questa transizione, anzitutto culturale - prima che ecologica e digitale - l’approccio all’economia circolare risulta particolarmente prezioso per definire azioni mirate a risultati di lungo periodo. che appare destinato a traghettare definitivamente cittadini e consumatori oltre il criterio economico tradizionale “take/make/dispose”: certo dovranno ancora essere estratte risorse, ma è chiaro che ciò dovrà avvenire in misura minore e con maggiore rispetto per il Pianeta; certo si dovrà continuare a produrre, ma seguendo indicatori diversi dalla crescita, re-introducendo un senso del limite e all'interno di una capacità di carico.
Che relazione possibile tra economia circolare e turismo rigenerativo?
Anche nel turismo, beni, mezzi di trasporto e persino servizi dovranno essere progettati per ridurre al minimo le risorse necessarie, per durare nel tempo, per essere riparabili e, soprattutto, per essere riutilizzabili o almeno rigenerabili: di fatto, sarà come prendere in prestito le risorse per utilizzarle e restituirle in forma diversa.
Se poi si considera che alcune tra le destinazioni turistiche più attrattive coincidono con le aree più vulnerabili dal punto di vista ambientale – tra le altre il Mediterraneo, i Caraibi, l'Oceano Pacifico e l'Oceano Indiano – diventa di vitale importanza che vengano intraprese azioni capaci di consentire lo sviluppo del settore attraverso forme di produzione e di consumo rigenerabili.
Tale prospettiva richiede il coinvolgimento di tutte le parti che concorrono a comporre la destinazione e le sue interconnessioni: i governi, le aziende e i consumatori devono lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni attraverso un approccio circolare.


Turismo circolare
Turismo rigenerativo e circolare
In diversi Paesi europei (Danimarca e Svizzera in testa), il consumo di prodotti biologici è aumentato del 50% negli ultimi cinque anni. La comparsa di società vocate all'economia condivisa (Airbnb, Couchsurfing, Uber, ecc.) è un'ulteriore prova del cambiamento radicale in corso. Così come l’affermarsi del cicloturismo, viaggiando con una bici e una sacca che sono interamente progettati per diventare “materie prime seconde”: al termine del loro ciclo di vita, copertoni e camere d’aria sono sempre più riutilizzati in ogni angolo del Pianeta, quando non per realizzare altri velocipedi per creare coperture termiche per i solai, pavimentazioni innovative, accessori e persino abiti.
Il presente potrebbe essere interpretato come una sorta di “regime transitorio” nel quale sperimentare il passaggio dall’economia lineare a modelli di turismo circolare, in cui le destinazioni non si considerino più in termini di filiera ma di ecosistema.
Ogni viaggio – oggi più prezioso che nel recente passato – ha la capacità di sperimentare la vita quotidiana di una comunità, offrendo ai visitatori l'opportunità di entrare in “laboratori” in cui sperimentare, giocare e ripensare radicalmente l'organizzazione della propria vita quotidiana. Ciò non è interessante solo in prospettiva ambientale e sociale – registrando un potenziale per un coinvolgimento molto più diretto dei turisti con le risorse locali, il loro consumo, lo spreco e lo smaltimento dei rifiuti – ma per incoraggiare un cambiamento dei mercati turistici verso proposte emozionali, vissute come esperimenti di circolarità.
Il modello simtur / Italia circolare (2020)
Anche nel turismo, beni, mezzi di trasporto e persino servizi dovranno essere progettati per ridurre al minimo le risorse necessarie, per durare nel tempo, per essere riparabili e, soprattutto, per essere riutilizzabili o almeno rigenerabili: di fatto, sarà come prendere in prestito le risorse per utilizzarle e restituirle in forma diversa.
Se poi si considera che alcune tra le destinazioni turistiche più attrattive coincidono con le aree più vulnerabili dal punto di vista ambientale – tra le altre il Mediterraneo, i Caraibi, l'Oceano Pacifico e l'Oceano Indiano – diventa di vitale importanza che vengano intraprese azioni capaci di consentire lo sviluppo del settore attraverso forme di produzione e di consumo rigenerabili.
Tale prospettiva richiede il coinvolgimento di tutte le parti che concorrono a comporre la destinazione e le sue interconnessioni: i governi, le aziende e i consumatori devono lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni attraverso un approccio circolare.
